Prezzi medi Italia oggi

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Benzina Self

1,736

Servito

1,869€

Variazione

+7,64%

+3,13% rispetto a 30 giorni fa

Gasolio Self

2,019

Servito

2,122€

Variazione

+5,08%

+23,39% rispetto a 30 giorni fa

GPL Self

0,679

Servito

0,656€

Variazione

-3,46%

-2,08% rispetto a 30 giorni fa

Metano Self

1,464

Servito

1,536€

Variazione

+4,88%

+9,26% rispetto a 30 giorni fa

Top 5 Province

Le più economiche

PROVINCIA BENZINA
SELF

IMPIANTI
Sondrio
Lombardia · 60 distributori
1,668€ 60
Cagliari
Sardegna · 129 distributori
1,700€ 129
Ancona
Marche · 206 distributori
1,704€ 206
Fermo
Marche · 87 distributori
1,708€ 87
Macerata
Marche · 156 distributori
1,712€ 156
* Sondrio include Livigno (zona extradoganale, accise azzerate)

Le più care

PROVINCIA BENZINA
SELF

IMPIANTI
Trapani
Sicilia · 180 distributori
1,794€ 180
Palermo
Sicilia · 320 distributori
1,790€ 320
Crotone
Calabria · 45 distributori
1,778€ 45
Nuoro
Sardegna · 85 distributori
1,775€ 85
Potenza
Basilicata · 163 distributori
1,769€ 163

Top 5 Bandiere

Stradale

BANDIERA Benzia
Self
GASOLIO
SELF

IMPIANTI
% Risp.
MEDIA
PETROLITALIA
1,635€ 1,881€ 5 -5,85%
PM
1,646€ 1,926€ 16 -5,21%
Simonetti Petroli
1,653€ 1,928€ 31 -4,81%
ICM
1,664€ 1,955€ 36 -4,16%
COOP
1,665€ 1,982€ 5 -4,12%

Autostradale

Bandiera Benzina
Self
Gasolio
SELF

Self
% Risp.
Media
Agip Eni
1,762€ 2,031€ 103 -1,84%
Api-Ip
1,777€ 2,045€ 95 -1,01%
Sarni Oil
1,792€ 2,102€ 45 -0,21%
Q8
1,797€ 2,090€ 78 +0,05%
Esso
1,815€ 2,117€ 58 +1,08%

Andamento prezzi

+70,0%

Brent

Var. da 27 Dic 2025

+3,1%

Benzina Self

Var. da 27 Dic 2025

+23,4%

Gasolio Self

Var. da 27 Dic 2025

60,39$

Min

Brent

1,63

Min

Benzina Self

1,64

Min

Gasolio Self

Prezzi benzina in Europa

Confronto prezzi carburanti nei 27 paesi UE. Fonte: Commissione Europea - Weekly Oil Bulletin, rilevazione del 23 marzo 2026.

Benzina Italia

1,778

13ª più cara su 27 paesi UE

-10,4 cent vs media UE

Gasolio Italia

2,023

13ª più caro su 27 paesi UE

-1,2 cent vs media UE

Media UE Benzina

1,881

Media ponderata 27 paesi

Media UE Gasolio

2,034

Media ponderata 27 paesi

Perché scegliere Benzina24

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Ogni distributore ha una scheda dedicata con tutti i prezzi aggiornati, l’indirizzo, i servizi disponibili come autolavaggio e bar, e i punti di interesse nelle vicinanze: officine di revisione, colonnine elettriche e locker InPost.

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Ogni compagnia petrolifera ha una pagina dedicata con i prezzi medi praticati, il numero di impianti sul territorio, la distribuzione per regione e provincia, l’andamento del prezzo del greggio Brent e le ultime notizie del settore.

Analisi prezzi carburante oggi

Aggiornamento basato sui dati di 21.509 distributori italiani

Giovedi 26 Marzo 2026
26 marzo 2026, diesel sopra i 2 euro e autotrasporto in allarme: il vero nodo non è solo il Brent, ma un pieno che pesa fino a 9,9 ore di lavoro

Il segnale più chiaro arriva dalla strada, prima ancora che dai mercati. In queste ore il mondo dell’autotrasporto lancia l’allarme sui rincari e teme l’effetto domino sui prezzi al supermercato, mentre dal settore della pesca arriva la stessa denuncia: uscire in mare costa sempre di più e scaricare tutto sui clienti non è sostenibile. I dati di Benzina24.it dicono che non è allarmismo. Oggi in Italia il gasolio self è a 2,021 €/litro, il servito a 2,153 €/litro. La benzina self si ferma a 1,738 €/litro, ma il fatto davvero anomalo è un altro: il diesel costa 28,29 centesimi in più della benzina.

Non è solo una fiammata statistica. È il riflesso di una tensione internazionale che nelle ultime settimane ha riportato il petrolio su livelli da emergenza percepita. Il Brent oggi quota 104,86 dollari al barile: in sette giorni è sceso del 2,5%, ma rispetto a un mese fa è ancora sopra del 47,1%. Questo spiega perché alla pompa non si vede alcun sollievo vero: quando il greggio sale, i listini si adeguano in fretta; quando corregge, la discesa è lenta, frammentata, spesso incompleta.

Dal Medio Oriente alla pompa italiana

La rassegna internazionale di questi giorni ruota tutta attorno allo stesso punto: la crisi in Medio Oriente sta spingendo governi e operatori a ragionare su misure d’emergenza. In Norvegia si discute di tagli alle accise, negli Stati Uniti sono state allentate temporaneamente alcune regole sui carburanti per contenere i prezzi, mentre grandi operatori del settore avvertono che, se il conflitto dovesse proseguire, l’Europa potrebbe trovarsi già ad aprile davanti a tensioni di offerta più serie. Non è detto che si arrivi a una carenza generalizzata, ma il mercato sta già prezzando il rischio.

Qui sta il punto che spesso sfugge nel dibattito pubblico: il prezzo finale non dipende solo dal greggio. La catena è più lunga. C’è il Brent, quotato in dollari; poi il cambio euro-dollaro, che se penalizza la moneta europea rende ogni barile più caro per l’Italia; poi la raffinazione, dove il crack spread può gonfiare soprattutto il diesel; quindi trasporto, stoccaggio, logistica, margini commerciali. E infine il fisco, che in Italia pesa come un macigno.

Sulla benzina, oggi, il 60% del prezzo è composto da tasse: 0,7284 € di accise e 0,3133 € di IVA. Il costo industriale del carburante vale appena 0,6958 €/litro. In altre parole, il consumatore paga non solo il prodotto, ma anche una struttura fiscale che continua a fare da moltiplicatore. E l’IVA viene applicata anche sulle accise: la classica tassa sulla tassa.

Perché il gasolio è il vero termometro dell’inflazione

L’allarme degli autotrasportatori, rilanciato in questi giorni da più testate, non riguarda soltanto la categoria. Riguarda tutti. In Italia l’80% delle merci viaggia su gomma. Se il diesel resta sopra quota due euro, il rincaro entra nella filiera e si trasferisce, magari con qualche settimana di ritardo, sul prezzo finale di alimentari, materiali, beni di largo consumo.

I numeri sono eloquenti. Un TIR che percorre 100.000 chilometri l’anno con una resa di 3 km/l spende in carburante circa 67.363 € l’anno. Una spedizione media di 1.000 chilometri costa in solo carburante 672,96 €. Se il diesel aumenta di pochi centesimi, l’effetto su una singola corsa sembra modesto; moltiplicato per migliaia di viaggi, diventa un costo sistemico. Ecco perché quando il gasolio accelera, lo scaffale del supermercato non resta fermo.

Anche per le famiglie il colpo è concreto. Con i prezzi medi attuali, un pendolare che percorre 15.000 km l’anno con un’auto a benzina da 14 km/l spende 1.860,86 € l’anno. Il costo carburante della benzina è pari a 12,41 centesimi al chilometro, quello del gasolio a 11,22 centesimi. E un pieno da 50 litri richiede oggi circa 9,9 ore di lavoro calcolate su uno stipendio netto medio di 1.400 euro al mese. Questo è il dato sociale prima ancora che economico.

La geografia dei rincari: non esiste “il” prezzo, esistono molti mercati locali

In una fase di tensione, la dispersione dei prezzi diventa ancora più importante del prezzo medio. Oggi la regione più economica per la benzina self è le Marche, con 1,713 €/litro. La più cara è la Basilicata, con 1,765 €/litro. Sono cinque centesimi di differenza media, che su base annua iniziano a farsi sentire.

Ma il vero divario è dentro i territori, perfino dentro la stessa città. A Milano si va da 1,585 €/litro a 2,405 €/litro: 41 euro di differenza su un pieno da 50 litri. A Roma la forbice vale 23,5 euro, a Napoli 28 euro. A livello nazionale la distanza tra il distributore più economico e quello più caro arriva a 1,012 €/litro, cioè 50,6 euro su 50 litri. Non è una sfumatura: è un altro mercato.

I prezzi migliori sulla benzina self si trovano oggi a Livigno e in alcuni impianti indipendenti: il Q8 di Livigno scende a 1,393 €/litro, una pompa bianca a Cortino a 1,405 €/litro. Ma sono eccezioni: i distributori sotto 1,55 €/litro sono appena 19 in tutta Italia.

Poi c’è il capitolo autostrade, che resta il più penalizzante. La benzina self passa da 1,736 €/litro sulla rete stradale a 1,796 €/litro in autostrada. Il gasolio self sale da 2,02 a 2,079 €/litro, mentre il servito tocca 2,333 €/litro. Ed è proprio lì che spesso fanno rifornimento i mezzi pesanti. Il sovrapprezzo logistico si somma al sovrapprezzo commerciale.

Accise, sconti e illusioni politiche

In più Paesi europei si torna a parlare di tagli fiscali o misure tampone, e in Italia il tema delle accise riemerge puntualmente ogni volta che il petrolio corre. Ma la storia recente insegna che gli sconti temporanei hanno un effetto limitato se il mercato internazionale resta in tensione. Con una regola empirica di mezzo centesimo al litro per ogni dollaro in più del Brent, un balzo di oltre 30 dollari in un mese può mangiarsi in fretta qualsiasi alleggerimento parziale.

Il problema strutturale resta intatto: parco auto vecchio, dipendenza dal carburante tradizionale, fiscalità elevata, transizione energetica ancora troppo lenta. In Italia circolano oltre 53,9 milioni di veicoli, con un’età media di 19,2 anni. Solo lo 0,76% è elettrico o ibrido, nonostante le colonnine siano già 66.650, molte più dei distributori tradizionali censiti. Le infrastrutture iniziano a esserci; le auto, ancora no.

Cosa aspettarsi adesso

Nel brevissimo periodo il mercato resta nervoso. Il Brent si è allontanato dai massimi della settimana, ma a 104,86 dollari resta su livelli incompatibili con un vero rientro dei listini. Se la tensione geopolitica non si allenta, il diesel resterà il segmento più esposto. Se invece il greggio consolidasse sotto quota 100, qualche correzione alla pompa potrebbe arrivare con il solito ritardo di una-due settimane.

Nel frattempo, i margini di difesa per il consumatore sono concreti ma richiedono attenzione: evitare l’autostrada quando possibile, privilegiare il self, fare rifornimento a inizio settimana perché il lunedì tende a essere il giorno più conveniente, e soprattutto confrontare i prezzi punto per punto. Oggi scegliere bene il distributore può valere fino a 368,96 € di risparmio annuo.

La vera notizia, dunque, non è solo che i carburanti sono cari. È che il diesel sopra i due euro sta diventando un moltiplicatore economico: pesa sui bilanci familiari, comprime i margini di chi trasporta e di chi produce, e prepara un nuovo passaggio di costi lungo tutta la filiera. Per questo, più che inseguire il titolo del giorno, conviene monitorare i numeri reali. E quelli, oggi, raccontano che la crisi è già arrivata alla pompa.

Notizie dal mondo dei carburanti

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Domande frequenti

Che cos'è Benzina24?

Benzina24 è un servizio gratuito di confronto prezzi carburanti in Italia gestito da O&DS S.r.l. Il sito cataloga quotidianamente i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) relativi a oltre 24.000 stazioni di servizio distribuite in 20 regioni, oltre 7.500 comuni e gestite da più di 230 compagnie petrolifere diverse, coprendo benzina, gasolio, GPL e metano. I prezzi provengono dall'Osservaprezzi del MIMIT: per legge ogni gestore è obbligato a comunicare i prezzi praticati, sia self service che servito. Benzina24 li scarica ogni giorno e li rende consultabili per comune, provincia, regione e singolo distributore. Per trovare il distributore più economico puoi digitare il nome del tuo comune nella barra di ricerca oppure usare la geolocalizzazione GPS: il sito mostra i distributori più vicini ordinati per prezzo crescente. Per ogni distributore è disponibile una scheda con prezzi aggiornati, indirizzo, mappa, servizi e confronto con le medie provinciali e nazionali. Il sito integra inoltre officine di revisione, colonnine di ricarica elettrica, locker InPost, autovelox e servizi come autolavaggio, bar e bancomat. I prezzi vengono aggiornati quotidianamente.

Sai quanti litri di carburante vengono usati ogni giorno in Italia

Nel 2024 sono stati consumati circa 39 miliardi di litri di carburante tra benzina e gasolio per auto (circa 11 miliadi per benzina e 28 miliardi di gasolio). Dividendo per 365 otteniamo circa 107 milioni di litri/giorno che equivalgono a una spesa di circa € 191 milioni giorno. Lo Stato da Iva e Accise ne incassa al giorno circa € 105 milioni. In un anno lo Stato incassa circa € 38 miliardi da Iva e accise.

Cosa significa numero di ottano nella benzina?

Il numero di ottano indica la capacità della benzina di resistere alla detonazione spontanea. Maggiore è il numero di ottano (es. 95, 98), migliore è la qualità della combustione e minore il rischio di “battito in testa”. Alcune auto sportive richiedono benzine con un valore di ottano più alto.

Conviene fare benzina al mattino?

No, fare benzina al mattino non comporta un risparmio reale rispetto ad altri momenti della giornata. Circola l’idea che al mattino la benzina sia più “densa” a causa delle temperature più basse, e che quindi, a parità di prezzo, nel serbatoio entri più carburante. Oggi questo non è vero: i serbatoi dei distributori sono interrati e mantengono una temperatura praticamente costante tutto il giorno, rendendo irrilevanti le variazioni.

Quanto si risparmia su un pieno di 50 litri scegliendo il self invece del servito?

La differenza di prezzo tra self e servito, in Italia, si aggira mediamente tra i 10 e i 20 centesimi al litro. Su un pieno da 50 litri questo si traduce in un risparmio compreso tra 7 e 10 euro, a seconda della stazione e della zona. In pratica, ogni volta che scegli il self, metti da parte una cifra sufficiente a pagarti tranquillamente un lavaggio esterno dell’auto. È un risparmio piccolo se visto sul singolo pieno, ma che diventa molto significativo se consideri tutti i rifornimenti nell’arco dell’anno.

È vero che d’inverno bisogna aggiungere un po’ di benzina al gasolio per non farlo ghiacciare?

No, oggi non è più vero e anzi è sconsigliato. Aggiungere benzina al gasolio era un trucco usato decenni fa, quando i carburanti invernali non erano additivati come quelli moderni. Oggi tutti i distributori utilizzano gasolio già trattato con additivi antigelo che ne abbassano naturalmente il punto di congelamento. Mescolare benzina e gasolio può peggiorare la lubrificazione, danneggiare la pompa di alta pressione e rovinare gli iniettori, soprattutto sui motori diesel moderni, molto più sensibili. Se vivi in zone molto fredde (sotto i –10 °C), la soluzione corretta è usare gasolio artico o antigelo specifico per diesel, mai la benzina.

A che temperatura congela la benzina?

La benzina non ha un punto di congelamento unico perché è una miscela di idrocarburi: può iniziare a solidificare intorno a -60 °C, molto più in basso rispetto al gasolio, che già a -20 °C può formare cristalli di paraffina.

Quanto consuma un’auto media in un anno?

Un’auto media in Italia percorre all’incirca 12.000 chilometri all’anno. Con un consumo medio di 6 litri ogni 100 chilometri, questo si traduce in circa 720 litri di carburante nell’arco dei dodici mesi. Se consideriamo un prezzo medio della benzina pari a 1,65 euro al litro, il costo complessivo annuale arriva a circa 1.188 euro. In altre parole, per un automobilista “tipo”, mantenere la propria auto solo in termini di carburante significa spendere quasi 1.200 euro all’anno.

Quanti litri servono al mondo?

Ogni giorno nel mondo vengono consumati oltre 90 milioni di barili di petrolio, cioè più di 14 miliardi di litri.