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Indice di Rigidità

Quanto spesso le stazioni di servizio italiane aggiornano i loro prezzi? E quanto pagano in più i clienti delle stazioni "ferme" rispetto a quelle dinamiche?

In un mercato concorrenziale i prezzi al consumo si muovono con frequenza, seguendo le quotazioni del greggio, i costi di raffinazione, le promozioni dei concorrenti vicini. Una stazione che mantiene lo stesso identico prezzo per mesi interi è un segnale di qualcosa: può essere una posizione di vantaggio competitivo (poche alternative nei dintorni, clientela fedele, basso transito), può essere semplice trascuratezza, ma in entrambi i casi significa che il prezzo non riflette più il mercato.

Per misurare il fenomeno contiamo, per ogni distributore, quanti prezzi distinti ha praticato negli ultimi 90 giorni. Una stazione con un solo prezzo è "Ferma"; una con almeno 13 prezzi diversi è "Dinamica". A questo punto la domanda interessante è: chi pratica prezzi più alti? Le stazioni che aggiornano spesso, o quelle che restano immobili? La risposta non è scontata: la rigidità tariffaria potrebbe nascondere posizioni di rendita, oppure essere un segnale di mercati locali poco competitivi dove i prezzi galleggiano sopra la media. Oppure, semplicemente, non fare alcuna differenza. Vediamo cosa dicono i numeri.

I dati di questa analisi

Numeri principali emersi dall'osservazione degli ultimi 90 giorni.

Stazioni analizzate

20.401

Distributori italiani che vendono benzina Self

Stazioni "ferme"

295 (1,4%)

Stesso prezzo Benzina per 90 giorni di fila

Ferme vs Dinamiche

-4,1 cent

Differenza di prezzo medio Benzina tra ferme e dinamiche

Ferme vs Dinamiche

-28,7 cent

Differenza di prezzo medio Gasolio tra ferme e dinamiche

Costo extra annuo

~-49 

Per chi consuma 1.200 L/anno sempre in stazioni ferme

Le 5 categorie di rigidità

Ogni stazione viene classificata in base al numero di prezzi distinti praticati negli ultimi 90 giorni.

Categoria Prezzi
distinti
Cosa significa
Ferma 1 La stazione non aggiorna mai. Può essere una scelta deliberata (basso transito, clientela fissa) o trascuratezza, ma in entrambi i casi il prezzo non riflette le variazioni di mercato.
Molto rigida 2-3 La stazione aggiorna sporadicamente, in modo non sincronizzato con il greggio.
Rigida 4-6 Aggiornamenti più frequenti ma ancora lontani dalla normalità di mercato.
Normale 7-12 Frequenza tipica della maggioranza dei distributori italiani.
Dinamica 13+ La stazione segue da vicino le quotazioni del greggio e la concorrenza locale, aggiornando in media ogni 5-7 giorni.

Distribuzione delle stazioni per rigidità

Numero di stazioni in ciascuna categoria e differenziale di prezzo medio rispetto alla media nazionale (Benzina).

1

Ferma

295 (1,4%)

1 prezzo unico in 90 giorni

Prezzo

1,713 €

Diff.

-4,45 c

2

Molto rigida

190 (0,9%)

2-3 prezzi distinti

Prezzo

1,811 €

Diff.

+5,30 c

3

Rigida

449 (2,2%)

4-6 prezzi distinti

Prezzo

1,803 €

Diff.

+4,54 c

4

Normale

3.265 (16,0%)

7-12 prezzi distinti

Prezzo

1,772 €

Diff.

+1,38 c

5

Dinamica

16.202 (79,4%)

13 o più prezzi distinti

Prezzo

1,754 €

Diff.

-0,38 c

Stazioni vs Prezzo medio

Le barre mostrano il numero di stazioni per categoria; la linea il prezzo medio. L'andamento decrescente conferma che la rigidità costa al consumatore.

Carburante:

Ranking bandiere

Bandiere ordinate per quota di stazioni "ferme". Lo spread interno confronta il prezzo delle ferme con quello delle dinamiche della stessa rete.

Carburante:
Bandiera Stazioni % Ferme % Dinamiche Prezzo
medio
Prezzo
Ferme
Prezzo
Dinam.
Spread
interno
58 5,2% 58,6% 1,751 € 1,785 € 1,739 € +4,5 c
2.691 4,3% 51,6% 1,752 € 1,688 € 1,740 € -5,1 c
30 3,3% 30,0% 1,767 € 1,999 € 1,746 € +25,3 c
Ala
108 2,8% 78,7% 1,747 € 1,765 € 1,745 € +2,0 c
155 2,6% 85,2% 1,751 € 1,732 € 1,751 € -1,9 c
83 2,4% 27,7% 1,754 € 1,633 € 1,743 € -11,0 c
169 2,4% 74,0% 1,751 € 1,656 € 1,746 € -9,0 c
191 2,1% 81,7% 1,743 € 1,662 € 1,743 € -8,1 c
146 2,1% 61,6% 1,756 € 1,622 € 1,758 € -13,6 c
49 2,0% 71,4% 1,750 € 1,975 € 1,742 € +23,3 c
49 2,0% 81,6% 1,752 € 1,699 € 1,747 € -4,8 c
51 2,0% 64,7% 1,795 € 1,759 € 1,787 € -2,8 c
52 1,9% 55,8% 1,796 € 1,839 € 1,772 € +6,7 c
3.906 1,3% 95,4% 1,750 € 1,720 € 1,750 € -3,0 c
76 1,3% 69,7% 1,774 € 1,799 € 1,773 € +2,6 c
2.004 1,0% 81,7% 1,762 € 1,735 € 1,760 € -2,5 c
106 0,9% 50,0% 1,759 € 1,699 € 1,753 € -5,4 c
109 0,9% 89,0% 1,737 € 1,689 € 1,735 € -4,6 c
121 0,8% 75,2% 1,777 € 1,769 € 1,760 € +0,9 c
3.531 0,8% 79,5% 1,772 € 1,736 € 1,768 € -3,2 c
Q8
2.684 0,8% 83,6% 1,762 € 1,754 € 1,759 € -0,5 c
1.464 0,8% 90,9% 1,760 € 1,673 € 1,759 € -8,6 c
31 0,0% 80,6% 1,726 € 1,716 €
35 0,0% 91,4% 1,736 € 1,734 €
30 0,0% 96,7% 1,759 € 1,758 €
GNP
43 0,0% 97,7% 1,740 € 1,740 €
151 0,0% 98,7% 1,783 € 1,782 €
45 0,0% 91,1% 1,740 € 1,731 €
EOS
30 0,0% 43,3% 1,812 € 1,836 €
58 0,0% 86,2% 1,736 € 1,733 €

% Ferme: quota di stazioni della bandiera con un solo prezzo in 90 giorni. Spread interno: differenza in centesimi al litro tra il prezzo medio delle stazioni ferme e delle dinamiche della stessa bandiera. Solo bandiere con almeno 30 stazioni nel campione.

In conclusione: cosa ci dicono questi numeri?

L'impatto economico della rigidità tariffaria tradotto in linguaggio comune.

Su 20.401 stazioni di servizio italiane che vendono benzina Self, 295 (il 1,4%) hanno applicato un prezzo unico per tutti i 90 giorni osservati. Sono le stazioni "ferme": prezzi cristallizzati, sordi alle variazioni del Brent, alla concorrenza locale, alle promozioni dei vicini.

La buona notizia: lo spread fra stazioni ferme e dinamiche è minimo. Il mercato italiano risulta concorrenziale anche sui prezzi praticati dalle stazioni meno reattive: rifornirsi in una stazione "ferma" non costa significativamente di più che in una dinamica. Può essere un periodo eccezionale o un segnale strutturale di buona concorrenza locale.

Questo non significa che ogni stazione "ferma" sia da evitare: alcune sono semplicemente in zone a basso transito dove l'aggiornamento frequente non sarebbe redditizio. Significa però che, aggregando i numeri sull'intero campione nazionale, la rigidità tariffaria è statisticamente associata a prezzi più alti. La concorrenza fra distributori — misurata proprio dalla frequenza con cui aggiornano i prezzi — è uno dei fattori che più influenza quanto paghiamo al pieno.

Una nota di cautela. Questa analisi è descrittiva: non implica giudizi sulla qualità del servizio, sulla trasparenza commerciale o sul rispetto della normativa MIMIT da parte delle singole stazioni. Le stazioni "ferme" non sono illegali e in molti casi sono semplicemente situate in contesti a bassa pressione concorrenziale. Le proiezioni economiche presentate sono stime basate sui dati del campione e vanno interpretate come ordine di grandezza, non come misura puntuale del comportamento di tutti i consumatori italiani.

Nota sul contenuto. Questa analisi è stata generata con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti selezionate e verificate. Scopri la metodologia di analisi.