Incidenti stradali in Italia: la mappa del rischio sulle strade nel 2024
Ogni giorno, sulle strade italiane, si verificano in media 475 incidenti con lesioni a persone. Il bilancio quotidiano è di 8,3 morti e 641 feriti. Sono numeri che raccontano un'emergenza silenziosa, una che non fa quasi più notizia ma che nel 2024 ha prodotto un costo sociale superiore a 18 miliardi di euro — quasi l'1% del PIL nazionale. Se si aggiungono i danni materiali stimati da ANIA (circa 4,4 miliardi), il conto sale a 22,6 miliardi di euro.
I dati del report ISTAT-ACI pubblicato il 24 luglio 2025, aggiornati a ottobre con il dettaglio provinciale, dipingono un quadro in chiaroscuro: le vittime sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al 2023, ma incidenti e feriti sono aumentati del 4,1%. E l'Italia resta lontana sia dagli obiettivi europei 2030 sia dalla media UE di sicurezza stradale.
I numeri del 2024: il quadro complessivo
Nel 2024 si sono verificati in Italia 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, in aumento del 4,1% rispetto ai 166.525 del 2023. Le vittime sono state 3.030 (erano 3.039 nel 2023, -0,3%), i feriti 233.853 (+4,1%). Il confronto con il 2019 — anno di riferimento scelto dalla Commissione Europea per il programma “Road Safety Policy Framework 2021-2030” — mostra un calo delle vittime del 4,5% e dei feriti del 3,1%, ma gli incidenti sono addirittura aumentati dello 0,7%.
Il tasso di mortalità stradale italiano è sceso da 51,5 a 51,4 morti per milione di abitanti: un miglioramento irrilevante, che lascia il Paese al 19° posto nella graduatoria europea, ben al di sopra della media UE27 di 44,8. Per raggiungere l'obiettivo 2030 di dimezzare le vittime rispetto al 2019, l'Italia dovrebbe ridurre i morti del 6,7% ogni anno. Il calo dello 0,3% registrato nel 2024 è del tutto insufficiente.
Le vittime per tipo di veicolo: allarme motociclisti
Il dato più preoccupante del 2024 riguarda i motociclisti: le vittime sono salite a 830, con un aumento del +13,1% rispetto al 2023. È l'incremento più forte tra tutte le categorie di utenti della strada. In crescita anche gli occupanti di autocarri, con 146 vittime (+30,4%), e i conducenti di monopattino elettrico, con 23 morti (+9,5%).
Al contrario, diminuiscono i morti tra gli occupanti di autovetture (1.252, -6,0%), tra i ciclomotoristi (61, -10,3%), tra i pedoni (470, -3,1%) e tra gli utenti di biciclette, elettriche e tradizionali (185 in totale, -12,7% rispetto alle 212 del 2023).
Nel complesso, gli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti e motociclisti) rappresentano il 51,8% di tutte le vittime: più della metà dei morti sulle strade italiane non era protetto dall'abitacolo di un'auto. Le vittime sono per l'80,1% uomini (2.427) e per il 19,9% donne (603).
Micromobilità: monopattini e bici elettriche
Gli incidenti che coinvolgono almeno un monopattino elettrico sono arrivati a 3.895 nel 2024, in aumento costante dai 564 del 2020. Le vittime tra gli utenti sono state 23, più 1 pedone, e i feriti 3.751. Le biciclette elettriche sono state coinvolte in 1.767 sinistri con 20 vittime (erano 12 nel 2023). Le biciclette tradizionali hanno registrato 15.237 incidenti e 165 morti (erano 204 nel 2023).
La mappa regionale: dove si muore di più
Il dato nazionale nasconde differenze territoriali enormi. Nel 2024 ben 13 regioni su 20 hanno un tasso di mortalità superiore alla media nazionale di 5,1 morti ogni 100.000 abitanti. Le più pericolose sono Umbria e Sardegna, entrambe con un tasso di 7,2 — il 41% in più della media.
Le regioni sotto la media sono Lombardia (3,8), Molise (3,9), Piemonte (4,1), Liguria (4,3), Campania (4,5), Marche (4,9) e Sicilia (5,0). La Toscana si attesta esattamente sul valore medio (5,1). Il dato della Campania può sorprendere: la spiegazione sta nella densità urbana. Nelle grandi città gli incidenti sono più frequenti, ma avvengono a velocità più basse e risultano meno letali.
Le province: Sud Sardegna e Nuoro le più letali
L'indice di mortalità (morti ogni 1.000 incidenti) è in media nazionale pari a 17,5. Ma in 11 province questo valore è almeno il doppio.
La differenza tra Sud Sardegna e le province più virtuose è di sei volte. Rispetto al 2019, 44 province su 107 hanno registrato un aumento dei morti, 55 una riduzione e 8 sono rimaste stabili. I peggioramenti più marcati nel 2024 vs 2023: Napoli (+23 vittime), Cremona (+16), Udine (+14). Il miglioramento maggiore: Milano (-30). A livello regionale, l'aumento più forte è in Campania (+41), seguita da Umbria e Friuli V.G. (+17).
Strade e autostrade: il rischio cambia
Tra il 2023 e il 2024, gli incidenti e i feriti aumentano su tutte le strade, ma è sulle autostrade che si registra la crescita più marcata: +6,9% gli incidenti, +7,0% i feriti, +7,1% le vittime. Sulle strade urbane le vittime sono in calo (-2,1%), mentre sulle extraurbane il dato è stabile (+0,1%). Nel confronto con il 2019, gli incidenti aumentano sia sulle autostrade (+4,0%) che sulle extraurbane (+2,7%). Le percorrenze sulla rete autostradale nel 2024 hanno superato gli 83 miliardi di veicoli-km (+2,2% sul 2023).
Le cause: distrazione, precedenza, velocità
I tre comportamenti errati più frequenti sono la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. Insieme, rappresentano il 37,8% delle cause di incidente (85.339 casi). La guida troppo veloce è il comportamento più sanzionato dopo la sosta vietata e rappresenta il 34% di tutte le violazioni del CdS. In aumento le sanzioni per guida sotto l'effetto di stupefacenti; in lieve calo quelle per guida in stato di ebbrezza e per mancato uso delle cinture.
Il confronto europeo: Italia 19ª su 27
Nel 2024 le vittime stradali nella UE27 sono state 20.017 (-2,2% vs 2023, -12,3% vs 2019). La media UE si attesta a 44,8 morti per milione di abitanti. L'Italia, con 51,4, è al 19° posto. Peggio di noi: Romania (77,5), Bulgaria (74,2), Grecia (63,9), Croazia (61,9), Lettonia (59,8), Portogallo (59,6), Ungheria (51,9), Polonia (51,8). I più virtuosi: Svezia (20,2), Malta (21,3), Danimarca (24,3).
Primo semestre 2025: primi segnali positivi
Le stime preliminari ISTAT-ACI (13 novembre 2025) sul primo semestre 2025 mostrano finalmente un'inversione: 82.344 incidenti (-1,3%), 111.090 feriti (-1,2%) e soprattutto 1.310 vittime (-6,8%). Il calo è marcato sulle urbane (-8,4%) e extraurbane (-7,1%), in aumento sulle autostrade (+4,4%). Rispetto al primo semestre 2019: incidenti -1,5%, morti -14,6%, feriti -5,0%.
Cosa significa per chi guida ogni giorno
In un Paese dove avvengono 475 incidenti al giorno — e dove i motociclisti pagano il prezzo più alto con 830 vittime in un anno — la sicurezza alla guida non è un tema astratto. I dati ISTAT indicano chiaramente i tre fattori su cui si può intervenire: distrazione (soprattutto smartphone), velocità, mancato rispetto della precedenza. Insieme spiegano oltre un terzo di tutti gli incidenti.
Per chi viaggia sulle lunghe distanze, le soste regolari sono fondamentali: la stanchezza è un fattore chiave sulle extraurbane e autostrade, dove gli incidenti sono meno frequenti ma molto più letali. Programmare le fermate per il rifornimento di carburante lungo il percorso aiuta anche a ridurre lo stress e la fretta alla guida.
Fonti: ISTAT-ACI, “Incidenti stradali in Italia — Anno 2024” (24 luglio 2025); Aggiornamento dati provinciali (14 ottobre 2025); Stime preliminari gennaio-giugno 2025 (13 novembre 2025); European Transport Safety Council, 19th PIN Report 2025.